XXI Convegno Scuola Lacaniana di Psicoanalisi
  • Il convegno
    • Presentazione
    • Assi clinici
    • Comitato organizzativo
    • Programma
    • La locandina
    • Sede
  • Il tema
    • Bibliografia
    • Dalla libreria
    • Dalle Segreterie di città
    • Dai cartelli
  • Uscite
    • Sortie
    • Salida
    • Exit
    • Ausgang
    • Domande al convegno
    • Video
  • Iscrizione
  • Contatti
  • Menu Menu

Le uscite dall’analisi

di Barbara Aramini

Recarsi nello studio di un analista non implica un’entrata in analisi; allo stesso modo, smettere di andarci non significa che ci sia stata fine analisi. C’è però uscita e ognuna è a sé. In alcuni casi è figlia di un  tempo fatto precipitare o ristagnare maldestramente dall’analista: viene fatto risuonare qualcosa troppo presto o troppo tardi. In altri casi l’uscita non è figlia della fuga o dell’addormentamento, ma è legata a un “miglioramento”: il sintomo, corporeo o del pensiero, non è più una catena. Non si è più come Prometeo incatenato o come soggetti pietrificati al cospetto di Medusa. In alcuni casi anche se qualcosa residua della domanda analitica, e non di quella di entrata, “va bene così”. Per dirla con Miller “È quello che dice Lacan: quando l’analizzante pensa di essere felice di vivere, è tanto”. ( J.-A. Miller, Pezzi staccati, p. 40)

Quest’anno siamo chiamati a lavorare le uscite dall’analisi e la loro pluralità. La SLPcf è in un momento di passaggio importante: ci si interroga sulla posizione dei partecipanti, usciranno dalla scena, ed è stato istituito il cartello della passe chiamato a dire se c’è stata o meno fine.

In Analisi terminabile e interminabile, Freud pone il problema della fine analisi passando per il “problema tecnico” del tempo dell’analisi; il padre della psicoanalisi ci invita a fare attenzione ai termini: meglio usare analisi incompleta che analisi non finita perché il termine fine, rispetto al percorso analitico, porta in sé un carico di ambizione non da poco. Quelle sfumature di significante che fanno la differenza. Quand’è che un’analisi è incompleta? La penna di Freud delinea una cornice. L’analisi è incompleta quando il sintomo non è retrocesso e l’angoscia si fa sentire, morde la carne, e quando non è stato esplicitato abbastanza contenuto rimosso al paziente. Consideriamo che nello stesso anno scrive Costruzioni nell’analisi: “l’analista porta a termine un brano della costruzione, lo comunica all’analizzato affinché produca su di lui i suoi effetti, indi costruisce un altro brano a partire dal nuovo materiale che affluisce e procede poi con questo allo stesso modo; così, in tale alternanza, va avanti fino alla fine”. (Costruzioni nell’analisi, p 544) La costruzione sembra essere la via da percorrere.

In Analisi terminabile e interminabile, Freud punta il faro su un’altra questione: esiste una “fine naturale” dell’analisi? e anche laddove dovessimo rispondere affermativamente alla domanda, si può pensare di condurre un’analisi fino a quel punto?

Anche qui il sapere e l’esplicitazione del rimosso, che ha a che fare con l’imbrigliamento e la dinamica pulsionale, sembrano essere d’aiuto per arrivare alla fine. Sembra facile e lineare, ma come spesso accade con il padre della psicoanalisi le ultime pagine svelano altro. C’è un resto. Non tutto si riassorbe. Qualcosa sfugge e rimane spoglio della parola. Non si può dire. Costruzione e sapere trovano quindi un limite: la “roccia basilare” della castrazione; la differenza dei sessi; il “rifiuto della femminilità” come momento limite di entrambi i sessi. Occorre saperci fare con questo rifiuto e sperare che un’analisi abbia dato gli elementi per “riesaminare e modificare” l’atteggiamento verso di esso.

Torno al tema del convegno; le uscite si differenziano dalla fine analisi. Sembra lo scontro tra i titani del plurale e del singolare, ma sappiamo che anche dal lato della fine governa la pluralità che è sposa della singolarità. Ogni fine è unica, ma ogni fine deve testimoniare che c’è del desiderio dell’analista.

Con Lacan la fine analisi è dal lato della passe. Nella “Proposta del 9 ottobre 1967” aveva istituito la passe come dispositivo in grado di far luce sul passaggio da analizzante a analista. Nel 1978 Lacan, a partire dal tema della trasmissione della psicoanalisi, torna sulla questione con l’intervento conclusivo del nono congresso dell’Ecole freudienne de Paris (6-9 luglio 1978).

Nella nota editoriale a La psicoanalisi n’ 38, Antonio Di Ciaccia riprende la domanda che Lacan si e ci poneva: “Che cosa fa sì che dopo essere stato analizzante uno diventa psicoanalista?” E ci presenta la delusione dell’analista francese. La passe non dice nulla del passaggio da analizzante ad analista. La passe dice qualcosa del movimento da analizzante ad analizzato, ma non chiarisce il movimento alla posizione di psicoanalista. “La passe dice dunque se qualcuno è stato psicoanalizzato, ma non dice nulla della trasmissione, né se l’ex analizzante, ormai psicoanalizzato, possa autorizzarsi secondo la logica dell’inconscio a essere psicoanalista”.

Si diventa psicoanalisti a partire dalla propria analisi. La fine quindi non è universalizzabile. Non si può a partire da una fine scrivere una formula che valga universalmente per tutte le fini. Per questo motivo Lacan arriva ad affermare che “la psicoanalisi è intrasmissibile”. (Lacan e la trasmissione della psicoanalisi, La Psicoanalisi, n. 38 p. 9) Come scrive Di Ciaccia, ogni analista deve reinventare, non arbitrariamente, la psicoanalisi e darne conto “rispetto alla logica dell’inconscio” (La psicoanalisi n. 38, p. 9).

Con Freud e Lacan e con la clinica psicoanalitica siamo agli antipodi della frase che circolava nel mio clan familiare: “si è sistemato”. Frase che calzava bene per il lavoro e per il matrimonio. Si è sistemato è un certificato di uscita dalla vitalità della vita. La scommessa è che le uscite, come la fine, non siano una sistemazione alla stregua del “e vissero felici e contenti” con cui si chiudono le favole e di cui non sappiamo nulla.

Bibliografia
Di Ciaccia A., Lacan e la trasmissione della Psicoanalisi, La Psicoanalisi, n’38.
Freud S., 1937, Analisi terminabile e interminabile, Opere, vol. XI; Boringhieri, Torino, 1979.
Freud S., 1937, Costruzioni nell’analisi, Opere, Vol. XI, Boringhieri, Torino, 1979.
Lacan J., Proposta del 9 ottobre 1967, in Altri scritti, Einaudi, Torino, 2013.
Miller J.-A., Pezzi staccati. Introduzione al seminario XXIII, “Il sinthomo”, Astrolabio, Roma, 2006.

Uscite

  • Sortie
  • Salida
  • Exit
  • Ausgang
  • Domande al convegno
  • Video

Battute d’uscita

  • Sortie
  • Salida
  • Exit
  • Ausgang
  • Domande al convegno
  • Video

Cerca

Search Search
© Copyright - Scuola Lacaniana di Psicoanalisi | Privacy policy
Collegamento a: domande al convegno – n. 6 Collegamento a: domande al convegno – n. 6 domande al convegno – n. 6 Collegamento a: domande al convegno – n. 7 Collegamento a: domande al convegno – n. 7 domande al convegno – n. 7
Scorrere verso l’alto Scorrere verso l’alto Scorrere verso l’alto

Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella cookie policy. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all’uso dei cookie.

Accetta e chiudiImpostazioni Cookie e Privacy

Impostazioni Cookie e Privacy



Come usiamo i cookie

Potremmo richiedere che i cookie siano attivi sul tuo dispositivo. Utilizziamo i cookie per farci sapere quando visitate i nostri siti web, come interagite con noi, per arricchire la vostra esperienza utente e per personalizzare il vostro rapporto con il nostro sito web.

Clicca sulle diverse rubriche delle categorie per saperne di più. Puoi anche modificare alcune delle tue preferenze. Tieni presente che il blocco di alcuni tipi di cookie potrebbe influire sulla tua esperienza sui nostri siti Web e sui servizi che siamo in grado di offrire.

Cookie essenziali del sito Web

Questi cookie sono strettamente necessari per fornirvi i servizi disponibili attraverso il nostro sito web e per utilizzare alcune delle sue caratteristiche.

Poiché questi cookie sono strettamente necessari per fornire il sito web, rifiutarli avrà un impatto come il nostro sito funziona. È sempre possibile bloccare o eliminare i cookie cambiando le impostazioni del browser e bloccando forzatamente tutti i cookie di questo sito. Ma questo ti chiederà sempre di accettare/rifiutare i cookie quando rivisiti il nostro sito.

Rispettiamo pienamente se si desidera rifiutare i cookie, ma per evitare di chiedervi gentilmente più e più volte di permettere di memorizzare i cookie per questo. L’utente è libero di rinunciare in qualsiasi momento o optare per altri cookie per ottenere un’esperienza migliore. Se rifiuti i cookie, rimuoveremo tutti i cookie impostati nel nostro dominio.

Vi forniamo un elenco dei cookie memorizzati sul vostro computer nel nostro dominio in modo che possiate controllare cosa abbiamo memorizzato. Per motivi di sicurezza non siamo in grado di mostrare o modificare i cookie di altri domini. Puoi controllarli nelle impostazioni di sicurezza del tuo browser.

Altri servizi esterni

Utilizziamo anche diversi servizi esterni come Google Webfonts, Google Maps e fornitori esterni di video. Poiché questi fornitori possono raccogliere dati personali come il tuo indirizzo IP, ti permettiamo di bloccarli qui. Si prega di notare che questo potrebbe ridurre notevolmente la funzionalità e l’aspetto del nostro sito. Le modifiche avranno effetto una volta ricaricata la pagina.

Google Fonts:

Impostazioni Google di Enfold:

Cerca impostazioni:

Vimeo and Youtube video embeds:

Privacy Policy

Puoi leggere i nostri cookie e le nostre impostazioni sulla privacy in dettaglio nella nostra pagina sulla privacy.

Privacy policy
Accetta le impostazioniNascondi solo la notifica